Il mix di fatalismo e gioco allo scaricabarile segna anche questa storia

Dopo anni di promozioni, dalla eccellenza sino alla serie A, arriva la prima amarissima retrocessione nel calcio. Nel basket era già successo e non è detto che non vada peggio ancora.
Ieri la Gazzetta dello Sport inquadrava questi passi indietro dello sport come un segnale del più generale declino della città. Citando anche il Sole 24 ore. Lo sport è, di norma, un termometro di un contesto socio economico.
Perlomeno non ci sarà da preoccuparsi di fare un nuovo stadio, o di ristrutturare l’esistente. Un problema in meno.
Magari non si iscrive la squadra di basket e così avremo un problema in meno.
Ciò che colpisce non è tanto una retrocessione, brutta e mal gestita, ma il misto tra fatalismo e gioco allo scaricabarile che segna anche questa storia, ancora oggi tra le righe..
Le strategie vincenti non si cotruiscono in qualche settimana e questi quattro anni avrebbero potuto essere un fase di consolidamento della società e della società nella città. Lo stadio era, come succede nella citatissima Inghilterra, la chiave di volta di questa strategia, ma non solo quello ovviamente. Molto più che improbabili ed improvvisati compratori dell’ultima ora. Ci si è persi nel nulla, certo un problema in meno, ma anche un declino del nostro sport più amato che non piace a nessuno.

Gianfranco Lamberti

18 Risposte a “Il mix di fatalismo e gioco allo scaricabarile segna anche questa storia”

  1. fattinonparole Dice:

    condivisibile l’analisi di Lamberti … ma, purtroppo, questa analisi e solo di pochi e per pochi … la stampa ha trovato il capro espiatorio in Spinelli e non accenna nemmeno ai problemi qui sollevati … anzi … celebra l’attivismo di pseudo compratori e mediatori che, come iene, aspettano l’ultimo gemito della vittima … film già visti e drammaticamente devastanti per la città …

  2. kinto Dice:

    Buongiorno a tutti.
    Il Dott Lamberti inquadra perfettamente la situazione.
    E’ davvero esasperante questo lassismo ,e questa capacita’ di far perire ogni singola situazione,con l unica e rintracciabile motivazione di non doversene piu’ occupare.
    Una capacita’ di non produrre alcun risultato,e un continuo di messe funebri alle molte retrocessioni che vedono Livorno ,ahime’,protagonosta in molti campi,
    che risulta davvero agghiaccante,e molto caratterizzante.
    Saluti e Forza Livorno

  3. ernestoscontento Dice:

    Non sono un appassionato di Calcio e quindi di soliti non sto dietro alle vicende calcistiche.

    Ma su Livorno e lo sport in genere mi sorge una curiosità, come mai a Livorno, non c’è mai stato da parte delle grandi famiglie imprenditoriali la voglia di occuparsi di sport (calcio e basket).

    Forse anche questo aspetto andrebbe analizzato per capire meglio come mai Livorno è una città ferma e immobile nel suo inesorabile declino.

    Per far venire un Imprenditore ad investire sul nostro territorio, la regione ha dovuto sborzare 5 milioni di euro, e la SPIL deve comprare l’area cedendola in comodato d’uso per 5 anni.

    VA BENE COSI…..NON C’E’ PROBLEMA IO SONO UN KEYNESIANO CONVINTO E NON MI SCANDALIZZO……..

    MA MI RICORDO DI QUALCUNO CHE DISSE CON UN SORRISO SMAGLIANTE A 32 DENTI…….CHE L’ERA DELLE PARTECIPAZIONI STATALI ERA FINITA!!!!!!!!!!!!!

  4. Rosso Dice:

    …perchè il TIRRENO HA SPOSATO LA CAUSA DI COSIMI ???

  5. fattinonparole Dice:

    Ernesto. … ma chi, con il rischio di essere buttato in pasto ai leoni, rischierebbe 1 euro? fino a quando la politica non sarà capace di assumersi le proprie responsabilità di fronte ai problemi del calcio o, più in generale, della società che amministra, ma perchè dovrebbe farlo un privato rischiando, peraltro, anche la pelle?

  6. Rosso Dice:

    Fattinonparole HA CAPITO PERFETTAMENTE IL PUNTO.

  7. fattinonparole Dice:

    per l’altra vicenda, nemmeno io mi scandalizzo, ma almeno ci dicessero che c’è un progetto … la Regione e la Spil (Comune) finanziano un imprenditore privato su un progetto d’impresa che, quantomeno, dovrebbe essere conosciuto, visto che si tratta di investire soldi pubblici, cioè della collettività … invece abbiamo letto e sentito solo spot … e poi si dice di Berlusconi …

  8. ernestoscontento Dice:

    Il Tirreno del 17/2/2006

    Delphi, quel fatale colpo di sterzo

    L’Eps era il gioiellino della fabbrica, sarà delocalizzato in Polonia Il volante elettronico è stato inventato a Livorno. Ma all’Est un ingegnere costa 250 euro al mese.

    Se esiste un problema di Globalizzazione, in un paese serio deve esistere una politica economica seria.

    Non solo siamo costretti a competere con i Cinesi, ma esiste una competizione al ribasso anche all’interno della U.E.

    Una competizione sleale che vede gli ex paesi dell’est competere sui costi della manodopera, sui costi della sicurezza ( qui si smontano fabbriche con macchinari obsoleti per rimontarli tal quali nei paesi dell’est Europa.

    Se esiste una comunità è implicito che all’interno di questa ci siano regole univoche, soprattutto se siamo d’accordo che il benessere di un paese viene dalla sua capacità di produrre ( l’economia di mercato).

    Nella vendita di un prodotto finito c’è tutto anche il grado di benessere che il paese produttore ha raggiunto, ecco perchè in America esistono i dazi, non è come sostengono spesso gli stolti per chiusura egoistica, ma è la difesa estrema dell’emancipazione Democratica, se competo con paesi dove il costo del Welfare non esiste, dove le regole sulla sicurezza sono diverse o inesistenti e ovvio che dovo Cinetizzarmi e il risultato sarà una competizione al ribasso, in questo ribasso c’è la messa in discussione dei fattori di emancipazione democratica raggiunta.

    V.Pareto sosteneva che laddove il ritorno in denaro non era in grado di soddisfare manodopera e capitale l’equilibrio si sarebbe raggiunto con una pari riduzione della remunerazione di entrambi le voci.

    LA POLITICA ECONOMICA DI UN PAESE E’ ESSENZIALE MA DEVE ESSERE CHIARA REALISTICA MA SOPRATUTTO CONOSCIUTA E NON LASCIATA ALL’IMPROVVISAZIONE, IL CASO DEL CANTIERE ORLANDO DOVREBBE FARE SCUOLA, DOPO DECINE DI MILIONI DI INVESTIMENTI PUBBLICI QUALCUNO SI E’ ALZATO E A DETTO ” IL SETTERE NON E’ PIU’ COMPETITIVO” SVENDIAMO TUTTO……….

    MA I SOLDINI SONO PUBBLICI, E QUELLI VANNO SEMPRE RISPETTATI E INVESTITI AL MEGLIO, E CON LUNGIMIRANZA.

    LA LUNGIMIRANZA NON E SOPRAVVIVENZA, QUINDI UNA CLASSE POLITICA CHE FA POLITICA ECONOMICA SERIA IN PRIMIS SI DOVREBBE OCCUPARE DI FARE NUOVI AMMORTIZZATORI SOCIALI ( FLESSICURITY), E IN SECONDO LUOGO DI FARE L’EUROPA SOLO L’EUROPA UNITA E CON VALORI CONDIVISI PUO’ REGGERE ALLA GLOBALIZZAZIONE.

    PS:

    Dopo le elezioni Americane, ne riparliamo di dazi, L’America non è più disposta a sostenere un costo cosi alto in termini di disoccupazione, allora vedrete che ci sarà un coda di politici anche nel CS che diranno che il modello Cinese ( o simili) creano concorrenza sleale………BERLUSCONI A GIA’ INIZIATO ED E’ PER QUESTO CHE HA VITO LE ELEZIONI CON NUMERI CHE NON LASCIANO DUBBI IN BARBA ALLA LEGGE PORCATA.

  9. ernestoscontento Dice:

    ps: A SCANSO DI EQUIVOCI, NELL’ARTICOLO PRECEDENTE LE PRIME 4 RIGHE SONO DEL TIRRENO, IL RESTO E’ MIO.

  10. paolo de angelis Dice:

    Beh,a questo punto visto il mega regalo a Rossignolo (comodato gratuito d’area a carico del contribuente e spese di bonifica a carico della Fiat,partecipazione regionale con un congruo contributo in denaro),quest’ultimo potrebbe dare una mano a Spinelli,o no?

  11. carlo maiorana Dice:

    basta parlare di calcio! livorno città affonda e voi ancora a riscaldarvi per le partite di calcio. e che cazzo!

  12. Roberto Malfatti Dice:

    Prima di tutto ci permetta, signor Maiorana, di complimentarci per il garbo con cui si è affacciato in questo spazio. E in secondo luogo di renderle noto che questo blog quotidianamente, da quasi due anni, si occupa con riconosciuta (e ad alcuni sgradita) decisione della situazione che, come lei scrive, vede la città di Livorno affondare. Forse non ha avuto modo di leggerci in passato e quindi non è in grado di avere una visione globale del nostro lavoro.

    In questo spazio ci si occupa di calcio perchè lo si considera un indicatore dell’andamento di una città: si ritiene che una città “in forma” riesca a esprimere una classe dirigente positiva anche negli spazi dedicati allo sport (qui parliamo spesso anche di basket). E che al contrario una città sfiduciata si abbandoni alla rassegnazione: per quanto riguarda il deludente andamento delle formazioni sportive cittadine, come pure per la debolezza o addirittura il declino di altri settori: economia, mercato del lavoro, vita culturale, eccetera.

  13. marcosisi Dice:

    Caro baronetto Maiorana,
    può darsi che le due faccende (affondamento della città e affondamento della squadra) siano anche connesse tra loro più di quanto Ella non trovi.
    Io vedo il calcio come il fumo negli occhi ma, a volte, nel parlare di cose serie, si inciampa anche in un pallone. E allora?

  14. Rosso Dice:

    Caro Maiorana , per me nessun problema ….è più “volgare” Filippi Senatore milionario per i prossimi 5 anni con vitalizio annesso oppure la Biricotti , donna da 160000,00 euro l’anno con doppie indennità + stipendio (TUTTI COMUNISTI…) che una parola d’esclamazione !!!!

    Il punto te l’ha spiegato (Maiorana) Roberto Malfatti ,quindi l’indicatore della Serie B calcistica è l’ultimo INEQUIVOCABILE SEGNALE della ns città.
    Poi, siccome ce n’è per tutti i gusti , proponi pure un argomento……

  15. kinto Dice:

    Buonasera.
    Come direbbe il sommo maestro di ogni filosofia antica e contemporanea:
    “tutto e’ Transeunte”,
    dunque inutile prendersela.un pensiero in meno.
    La colpa per questi declini deriva semplicemente dall impossibilita’ di sfuggire alla provvisorieta’ della condizione umana,e di ogni cosa ad essa correlata.
    Ao’
    Saluti anche a Maiorana

  16. Gianfranco Lamberti Dice:

    Se per un attimo collochiamo la nostra cronaca cittadina in un contesto più generale, ci accorgiamo che sembra di vivere in una realtà virtuale. Una realtà raccontata in modo forbito, in cui capita perfino la storia che ci sarebbero compratori presunti e fotografati di una società, che non fanno la cosa più semplice, ossia contattare direttamente il proprietario di quella società e capire se davvero vuole vendere ed a quali condizioni. Al di là di intermediari di qualsiasi tipo. Non so proprio capire il senso di tutto ciò.
    Quanto alla Delphi, ed alla logica tipo partecipazioni statali, l’osservazione è assai acuta. Nè ricordo un simile percorso in altri interventi di Spil, che pure hanno affrontato crisi assai complesse. Forse anche qui mi sfugge qualcosa, anche sul piano del tipo di finanziamenti al privato ( a fondo perduto? ). penso proprio che non possa essere così. Mi manca una informazione più precisa.
    Così come lo stesso preannunciato ritorno ad una completa proprietà comunale di ASA, non lo riesco proprio a capire, anche qui se non ho capito male. Ma si vuole rifare una municipalizzata? Oppure è un’altra realtà virtuale, Un modo per parlar d’altro rispetto ai problemi veri ed al contesto normativo e di mercato in cui ci si muove?
    Insomma , per rispondere a Carlo Maiorana, il calcio e le sue storie sembrano una conferma di un più generale momento che sta attraversando la città.

  17. carlo maiorana Dice:

    mi scuso per l’esclamazione a due zeta, volevo essere incisivo, non offensivo.
    sono di roma, e il blog lo seguo ad intermittenza. lo seguo perché lo trovo interessante e perhé ho un’affezione per la città di livorno.
    il calcio è un fenomeno umano e dunque sociale e dunque è (anche) lo specchio di un contesto più ampio. ma, permettetemi, tra noi livornesi (mi autoassegno la cittadinanza), così come per i romani, i milanesi ecc., la consuetudine dell’appuntamento calcistico rischia costantemente di trasformarsi nello zuccherino settimanale (dolce o amaro che sia).
    il calcio ormai non è più un fenomeno tra i tanti, ma è l’ultima agorà che, insieme alla televisione, consola, dispera e aliena.
    camminando per i bar e i luoghi di livorno, ho troppo spesso percepito l’accanimento emotivo di giovani e vecchi per questo bel gioco di squadra. per i vecchi, vada pure. per i giovani (dagli 0 ai 60 anni), la vedo malissimo.

  18. Voltaire Dice:

    questo che dice il sig. Maiorana mi sembra verissimo.

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