Ecco, il punto è proprio quello di un progetto complessivo e coerente, evitando, torno ad uno dei must più in voga, il gioco dello scaricabarile.
Quando una volta raggiunta la serie A, nei modi che il nostro commentatore “fattinonparole” ricostruisce correttamente, presentammo il progetto del nuovo stadio, sul modello inglese, la logica era proprio quella di creare intorno alla squadra ed alla società un interesse diffuso, una coincidenza di interessi, che radicassero il fenomeno, facendone partecipi più soggetti.
Anche in base ad un disegno urbanistico di riqualificazione, senza spreco di territorio. La strategia è complessa per sintetizzarla. Quale che fosse la scelta di localizzazione.
Ma ciò che ne è rimasto è stata una disputa inutile ed inconcludente su di un nuovo ipotetico impianto (il progetto già sottoposto al finanziamento Coni non andava bene, ed allora se ne faceva un altro, ma insomma qualcosa occorreva fare, non solo i tornelli) ed una società che si è rinchiusa sempre più in se stessa e nelle sue logiche mercantili. Fino all’esito odierno.
E’ più facile smontare che costruire. Così come è più facile retrocedere che risalire.
Per correggere la rotta, occorre prima individuare le cause di un fallimento. Bisogna partire da lì.
Quanto ai progetti alternativi sui quali si è lavorato in questi ultimi mesi, non li conosco per poterli giudicare, basta che ci sia qualcuno, almeno uno, che li conosca.
Vedremo.
Che poi la serie A sia un lusso per Livorno non sono d’accordo. E’ un obiettivo ambizioso, ma c’eravamo arrivati, eccome.
Gianfranco Lamberti
Maggio 5, 2008 alle 3:09 pm
la serie A e un lusso per Livorno, come per tutte quelle città che vivono il calcio alla vecchia maniera; il calcio che improvvisa l’acquisto azzeccato e vive di rendita per qualche anno, su scambi favorevoli non reinvestiti … ad Empoli, città dove il settore giovanile è all’avanguardia, nessuno chiederà a Corsi di andarsene qualora andassero in B … a Empoli sanno bene che la A è un sogno ed un lusso … diciamo ai nostri tifosi la verità in modo che, quello che nascerà sulle eventuali ceneri di Spinelli, sia una società che non sia un “fuoco fatuo” … quanti ne abbiamo visti negli ultimi 30 anni?
Maggio 5, 2008 alle 3:10 pm
X Lamberti : e se fosse una precisa strategia del PD livornese portare allo sfascio il suo lavoro per poi poter essere l’unica alternativa alla disfatta???
c’ha mai pensato ?
Maggio 5, 2008 alle 3:13 pm
condivido pienamente FATTINONPAROLE.
Maggio 5, 2008 alle 3:25 pm
mi permetto: stabilito che il senso della realtà è sempre fondamentale, diventa possibile tutto ciò per cui ci impegnamo e per cui ci attreziamo. diventa impossibile tutto ciò che si tratta con leggerezza, senza passione, senza competenza, con scarsa fiducia…..tutto ciò che accosta con lo spirito del come viene viene…se va bene ok altrimenti pace.
con questo secondo atteggiamento niente può venire migliorato e anzi, dati e tempi che corrono, niente può neppure venire conservato.
quando ci si accolla qualche compito non sappiamo mai come andrà a finire; il successo non è mai garantito in partenza neanche se si ha il cervello di Einstein, il coraggio di Garibaldi e la passione di Madre Teresa. ma se quando ce lo mettiamo sulle spalle diciamo: o mamma mia….e chi ce la fa? ma lasciamo stare…è impossibile…diventa tutto impossibile. tutto impossibile.
Maggio 5, 2008 alle 4:00 pm
Buonasera,
il lasciar andare in malora ogni cosa ,perche’poi di riffa o di raffa si riesce sempre a sviare ogni forma di coinvolgimento o responsabilita’ diretta sui fatti,
mi sembra davvero allucinante e decisamente perverso.
Bruciare o lasciar bruciare tutti “i campi”, perche’ poi magari forse il terreno diventera’ fertile in un giorno del 2020,
o adibito ad altri e piu’ redditizzi usi,
mi sembra la piu’ classica azione di piromania camorristica sulle proprieta’ altrui.
Tanto poi la denuncia ricadra’ sempre, o su ignoti,guarda caso,
o su irreali cause naturali quali l autocombustione.
Saluti
Maggio 5, 2008 alle 4:12 pm
Grazie Kinto.