L’INETTITUDINE DI LUDOM

Novembre 23, 2009

Sembra il titolo di un romanzo. In effetti le riflessioni di ludom sono da leggere, in merito al passaggio tra prima e seconda repubblica, ruolo dei partiti e via dicendo.

Ma leggendo le sue riflessioni sulla inettitudine ,  alla luce delle banalità quotidiane – a partire dalla battaglia sui parcheggi in Via Marradi, oppure le suggestive previsioni per le poltroncine aziendali di sottogoverno correntizio – mi sembra che esse siano una chiave di lettura plausibile, ma non sufficiente.

E sì, perchè inettitudine fino ad un certo punto, ma se vediamo questioni delicate ed importanti, prime fra tutte quelle connesse in qualche modo con la rendita e la sua valorizzazione, da Porta a Mare, alle Terme e potremmo fare una lista lunga assai,  si intreccia una gestione personale del potere tuttaltro che occasionale ed inetta, con la evidente e straordinaria debolezza dei partiti ( del partito, a Livorno ).

Una miscela , quindi, devastante in una città quasi normalizzata e che ha sostituito al potere politico, quello di un ristretto gruppo, teso ad escludere ogni voce autonoma.

naturalmente ci sono eccezioni e parlo di politica e non di morale e correttezza, non è il mio ruolo. Ma il rischio che l’inettitudine nasconda convenienze  è nei fatti. Anzi, più che rischio direi una certezza. Facendo salve le riflessioni di contesto generale.  Se è così, la lettura delle vicende politiche degli ultimi anni, a Livorno, diventa una cosa assai meno astratta e poco  riconducibile ad abituali categorie di valutazione . tra un parcheggio in Via Marradi e l’altro all’Odeon, giusto per fare colazione.


POLTRONE E PREZZI ( POLITICI )

Novembre 22, 2009

Era facile capire, e l’ho scritto commentando i fatidici cento giorni, che la questione delle nomine era legata alle logiche interne ai partiti e tra i partiti, con nessun peso di quanto, in termini di efficenza ed efficacia si era pomposamente detto in apertura di mandato.

Ecco lì  la spiegazione, oggi sul Tirreno, che per un  giorno si dimentica delle vicende della dottoressa Calamai e ripiega dentro un prevedibilissimo totonomine, adesso con anticipazioni , ritengo, di prima mano.

Basso profilo, in tutti i sensi.

Mentre Gino Baldi si ritira dalla corsa per le prmarie, non si capisce bene perchè. Dice che non correva per le poltrone, ma quella di consigliere regionale è, legittimamente, una poltrona istituzionale di tutto rilievo. Ed allora perchè se non correva per le poltrone, in questo caso una  corsa nobile e trasparente, come si conviene in democrazia stile USA, per cosa correva? E perchè non ha continuato a correre, chi glielo impediva? Ma allora di quali poltrone parla.  Bah, cose incomprensibili, o, meglio, comprensibilissime , se si leggono alla luce di una deriva della politica locale assai deprimente.

Deprimente per tutti, tranne per chi le poltrone ( non parlo di quelle a seguito di elezioni pubbliche, ma di tutte le  nomine in lista di attesa, con tariffa variabile come si vede in tabella ) poi se le prende e ci si siede. I manager, vi ricordate. Alè.


IL POTERE , LA STAMPA E LA CALAMAI.

Novembre 21, 2009

da SENZA SOSTE

mah..mi fermo ai fatti e al metodo. La Calamai fa parte di un gruppo di potere. Formalmente eletto e nominato.Ma non è che la legittimità cambia la sostanza del gruppo di potere anzi lo rende più forte degli altri. Questi sono fatti, piaccia o non piaccia: agli elettori e chi fa le nomine i fatti sono piaciuti evidentemente.
Il metodo mi sembra quello di attaccare gli altri accusando di avere caratteristiche che sono invece proprie. E qui, sull’ormai mitica accusa di stalking se si va ai fatti si vede che la Calamai ha denunciato una vittima di mobbing. E ha perso la causa

http://www.senzasoste.it/la-mia-citt-/la-zarina-dellasl-6-denunciava-le-vittime-di-mobbing.-perdendo-la.html

ognuno è libero, per fortuna, di fare le proprie valutazioni.


RIFLESSIONI SUI GRUPPI DI POTERE

Novembre 21, 2009

Questa storia dei gruppi di potere che ostacolano le attività istituzionali della Direttrice della ASL è davvero poco chiara. Ferma restando la nostra solidarietà nei confronti della perseguitata in modo così ignobile.

Abbiamo ospitato, al solito, molte e libere opinioni. Molte altre se ne potrebbero raccogliere.

Una sola cosa è doverosa, prima di far diventare questa vicenda un fatto teso ad inquinare e condizionare la vita delle istituzioni livornesi, che si faccia chiarezza su tutto. Se si hanno sospetti li si esplicitino, se ci sono rischi si individuino, se ci sono minacce tese a condizionare una pubblica attività si capisca per bene cosa sarebbe  minacciato.

Stiamo per avventurarci verso investimenti notevolissimi sul nostro territorio e da che mondo è mondo i gruppi di potere non sono interessati ai dibattiti ideologici o ideali, vogliono usare gli  investimenti per finalità abnormi, non vogliono certo impedirli. Ve li immaginate i gruppi di potere che vogliono che si risparmino i soldi della pubblica amministrazione?  Gruppi di potere votati al risparmio ed alla parsimonia non li raccontano le cronache di oggi e di ieri.

Mi sembra che si stia aprendo uno scenario torbido, che deve essere illuminato al più presto, in tutti i suoi risvolti, inquietanti, come ho dichiarato al Tirreno. A tutela della interessata e di tutta la città. Altrimenti i rischi sono grossi davvero.

Insomma perchè questi gruppi di potere vogliono condizionare un  pubblico amministratore, a Livorno? Cosa vorrebbero ottenere e come ?

L’Italia è, purtroppo, piena di brutte storie.  Chi può farci capire cosa si nasconde dietro  queste vicende, deve farlo senza reticenze e ritardi.

Livorno  ha , nella sua storia, vissuto altre vicende con tentativi di infiltrazioni equivoche e condizionamenti preoccupanti, respinti dalle istituzioni democratiche con grande fermezza e dignità. E molta sobrietà e rigore. Già, rigore e sobrietà.


GRUPPO DI POTERE.

Novembre 21, 2009
da SENZA SOSTE 
IL DOCUMENTO 

E’ compatibile il Ruolo di Coordinatore dell’Area Vasta assegnato dalla Regione Toscana alla D.ssa Monica Calamai?
Val la pena di rammentare che l’ area vasta, è individuata come la dimensione operativa ottimale per la programmazione integrata dei servizi ( governo clinico, risorse ecc.).
In base alla LEGGE REGIONALE 24 febbraio 2005 n. 40, i Presidenti della Conferenza Provinciale dei Sindaci sono componenti della Conferenza permanente per la programmazione socio-sanitaria.
Tra i compiti della Conferenza vi è, tra l’altro, il parere sulla proposte di piani di area vasta e sulle proposte di piani attuativi delle aziende ospedaliero-universitarie comprese le relative relazioni aziendali.
Inoltre la conferenza valuta annualmente lo stato dell`organizzazione e dell`efficacia dei servizi.
Ai fini dell`espressione dei pareri la conferenza organizza il proprio funzionamento in tre articolazioni, che assumono la denominazione di articolazioni di area vasta della conferenza; le articolazioni di area vasta sono composte dai presidenti delle conferenze dei sindaci delle aziende unita` sanitarie locali ricomprese nell`area vasta.
Riassumendo ai Presidenti delle Conferenze Provinciali dei Sindaci, compete il compito di esprimere il Parere sui Piani di Area Vasta nonché di valutare lo stato della organizzazione e dell’efficacia dei Servizi che vengono erogati.
Nel caso in esame il Presidente della Conferenza di Grosseto, quello di Arezzo e di Siena devono esprimere il parere sulle proposte avanzate dal Coordinatore di Area Vasta, cioè dalla D.ssa Monica Calamai.
Si dà il caso che il Presidente della Conferenza dei Sindaci di Grosseto è, come a tutti noto, il marito del Coordinatore di Area Vasta.
E’ compatibile tutto ciò?
Può un marito (Presidente) esercitare in piena libertà il diritto-dovere della programmazione e del controllo sugli atti della propria consorte (Direttore)?
Nutriamo dubbi in materia. Quantomeno non ci appare opportuno.
Chi ha il dovere di intervenire lo faccia sia per eliminare l’eventuale incompatibilità, sia per ragioni di evidente opportunità.
Non è più tempo di rimanere orbi, sordi e muti.

SABATO 18 AGOSTO 2007 13:01 – PDCI – Dipartimento Salute – Arezzo

http://www.senzasoste.it/la-mia-citt-/quando-la-zarina-dellasl-livornese-governava-con-lo-zar.html


I minacciati siamo noi.

Novembre 20, 2009

PDA

E’ incredibile l’aureola mediatica che è stata costruita su questa donna dalla settimana della sua nomina.

Moglie del sindaco di Grosseto,etc..etc..,la decisionista,la zarina.chi piu’ ne ha piu’ ne metta.

E stiamo parlando di un medico che la politica ha trasformato in super dirigente.

Peraltro sulle vaccinazioni si è mossa in modo confusionario e poco trasparente e ,torno a ripetere,ad oggi ha omesso di licenziare il principale atto di pianificazione della Asl che dovrebbe essere approvato dalla Conferenza dei Sindaci.

Ora,nel focus della vicenda Nuovo Ospedale,costei rende pubblica una denuncia per stalking attribuita (dalla querelante) a un pazzo armato da presunti gruppi di potere di provenienza aretina.

Denuncia perlatro priva di verifiche investigative.

Per una elementare proprietà transitiva (ha ragione St John)tutti coloro che d’ora innanzi si opporranno politicamente al Montenero Hospital saranno da ascriversi a un gruppo di potere contiguo ad ambienti di stalkers poco raccomandabili.

E’ il martirologio in vita di una funzionaria regionale.

Che tradisce la spaventosa debolezza della politica locale.