ESPOSTO

febbraio 10, 2010

l’Osservatorio per le trasformazioni urbane ha presentato un esposto alla Regione, alla Provincia, oltre che all’assessore Rossi, al Sindaco ed alla Procura della Repubblica.

Ci voleva una variante al PRG, piuttosto che una semplice modificazione del regolamento urbanistico, per decidere una cosa così rilevante come la localizzazione di un nuovo ospedale, si sostiene.

Argomenti sviluppati puntualmente, evidentemente da esperti in urbanistica.  Io non so se hanno ragione sul piano strettamente tecnico, vedremo, fatto sta che l motivazioni sono analoghe a quelle che sono state messe alla base del referendum ed anche analoghe a molti interventi che ho fatto in Consiglio Comunale.

L’urbanistica è cosa complessa e non  può essere trattata in modo settoriale e parziale. Si intrecciano troppe questioni, che non ammettono scorciatoie. Io credo che ci sia modo per ricondurre a ragionevolezza il tutto, affidando alla politica un a visione complessiva delle prospettive della città.

Un fatto comunque è inoppugnabile, le preoccupazioni sulla scelta di Montenero sono assai diffuse e travalicano questa o quella forza politica, ma attraversano uno spettro ampio di sensibilità cittadina. Senza la possibilità di catalogare comodamente questo e quello, in uno sperimentato processo di marginalizzazione di chi non  si allinea. Faccio un esempio: chi ha cercato, come il presidente della 5 Ampola, di ridurre tutto ( davvero supponente ) a piccole rivalse successive alle amministrative, cercando di esorcizzare referendum e quanto altro, non ha davvero capito la questione. La tradizione della sinistra di governo livornese avrebbe consigliato maggiore prudenza e lungimiranza. Se poi si considera l’intreccio con le elezioni regionali, alla prudenza aggiungerei la necessità del dialogo e del confronto.   L’abc: anche gli amministratori alle prime armi dovrebbero saperlo. Molto più rispettose le dichiarazioni di Cosimi, sul tema, ovviamente.

In attesa di riprendere la discussione sul PRG del Porto in commissione, venerdì prossimo. Un appuntamento chiave, a proposito di governo del territorio.


INDICI EDIFICATORI ED AMMINISTRATORI

febbraio 9, 2010

Un momento di chiarezza su di una triste vicenda, segnata da giustificazioni fuori luogo da parte del presidente della provincia, che ho contestate puntualmente. Con argomenti identici a quelli di Bruno Picchi, che ha fatto una ricostruzione chirurgica e che riportiamo. A futura memoria ( il prg che mi preoccupa è il prossimo, non quello che c’è, si sarà capito ), senza farsi distrarre dalle balle sulle querele.

Dal Tirreno:

In consiglio il caso dell’immobile di via Mastacchi dov’è morto un giovane tunisino
 
Kutufà poteva ristrutturare
 
Picchi: la previsione di esproprio è decaduta dal 2004
 
 
 
 
 


 LIVORNO. La tragedia del giovane tunisino trovato senza vita in un casolare diroccato di proprietà della famiglia Kutufà è arrivata ieri sui banchi del consiglio comunale. A chiedere un chiarimento pubblico era stato il consigliere di Confronto, Gianfranco Lamberti, che aveva contestato le dichiarazione rilasciate dal presidente della Provincia circa l’impossibilità di ristrutturare il rudere di via Mastacchi “per un errore nel piano regolatore del 1999”. Piano che, appunto, porta la firma dell’ex sindaco.
 Dopo un duro scontro politico e minacce di querele, l’intervento in consiglio dell’assessore Bruno Picchi ha sciolto il nodo della previsione urbanistica. «Il casolare – conferma – è classificato come edificio con valore di immagine storico ambientale ed è inserito in un’area “per servizi esistenti e previsti, con specifica destinazione a verde pubblico”. Nel 1999 i proprietari presentarono una specifica osservazione alle previsioni del Prg che era stato adottato, chiedendo una diversa classificazione dell’immobile con attribuzione di capacità edificatoria».
 Ma il consiglio, in sede di approvazione, respinse la richiesta e per l’area fu confermata la previsione urbanistica di carattere espropriativo. «Ma quella previsione – rivela subito dopo Picchi – è decaduta nel 2004, dal momento che (come specifica una legge regionale) è decorso il quinquennio dall’approvazione del piano». Tradotto: sull’immobile, da oltre cinque anni, può essere effettuato qualunque intervento di manutenzione ordinaria e straordinaria purché non vi sia cambio di destinazione d’uso. E’ a questo punto che si accende il dibattito.
 «L’assessore – interviene Lamberti – ha chiarito che rispetto a questa triste vicenda non ci sono responsabilità imputabili al piano regolatore che, peraltro, fu preceduto da un dibattito approfondito. Mi auguro solo che tutto questo non sia servito a rimettere in discussione gli indici edificatori di via Mastacchi alla vigilia del nuovo Prg».
 Seccata la leader di Rifondazione, Tiziana Bartimmo: «Ancora una volta vengono strumentalizzate vicende umane che dovrebbero restare al di fuori della politica. Perdiamo tempo quando ci sono questioni, dal sociale al lavoro, che meriterebbero ben altra attenzione». Va giù pesante Andrea Romiti (Pdl): «Siccome Kutufà è il presidente della Provincia, l’amministrazione non gli ha imputato di mettere in sicurezza l’area». Lo blocca il capogruppo del Pd, Gabriele Cantù: «Affermazione allucinante».
J.G.

INUTILI CONSIGLI

febbraio 8, 2010

la seduta del Consiglio Comunale di oggi è stata davvero inutile. Discorsi a vuoto, su questioni senzasenso. Come quella del presunto errore del PRG in Via Mastacchi, evocato da Kutufà e , dopo reazione inevitabile, con tanto di minaccia di querele.

Sciocchezze, chiarite dalla comunicazione di Bruno Picchi, per la verità ineccepibile. Dice il capogruppo del PD, in un corretto intervento, che bisogna comprendere la situazione psicologica del Presidente della Provincia allorquando ha rilasciato quelle dichiarazioni, venuto a conoscenza del fatto tragico.

Va bene così. Anche se abbiamo perso tanto tempo inutilmente, ma almeno non si potrà ritrornare sull’argomento ancora una volta ( parlo degli indici edificatori in via Mastacchi, tanto per intenderci ), alla vigilia di un nuovo PRG, sempre che si faccia davvero

Per il resto inizia la campagna per le regionali, mi sembra stancamente, ma posso sbagliarmi. Comunque sufficiente a sospendere un inutile Consiglio. Almeno quello

 A proposito, mi comunicano che i referendari hanno raggiunto quasi 2000 firme, in breve tempo, per mettere in discussione la scelta del nuovo Ospedale. Non poco, fuori da macchine organizzative ben oliate. Dovrebbero far riflettere, ma anche questo credo sia un inutile consiglio.


PORTO E SALUTE

febbraio 6, 2010

Spulciando rapidamente la stampa, visto che vado a vidimare firme in un banchetto davanti all’Ospedale ( e sono in ritardo ), si capisce che proprio l’Ospedale la fa da padrone, sulla cronaca e nei sentimenti dei livornesi. Aspetti assai diversi della sanità locale sono in ballo ed appassionano. Segno che scelte importanti su questo settore, se mai ci dovesse essere la riprova, devono essere calibrate e valutate con attenzione, evitando di dare spallate, ma cercando informazione e condivisione. Lo diciamo da tempo, ci vorrebbe più disponibilità e visione generale del problema, sotto ogni profilo.

Analogamente devo convenire con Marco Filippi, che dice sul Tirreno che ha perso le tracce della riforma portuale e che è indispensabile avere certezze anche lì. Insomma questa legge nuova, si fa e se si fa quando? Giusto.

La questione è cruciale per Livorno, alla vigilia ( il 9 pv ) , dell’inizio dell discussione in Comune sul nuovo PRG del Porto.

Insomma due argomenti cruciali. Che occuperanno le cronache non solo politiche della città, appunto durante la campgna eletorale che sta per iniziare. Chi li sottovalutasse farebbe un grave errore.


QUASI PROGETTI E SIMULAZIONI AL PC

febbraio 5, 2010

Il presunto progetto del sovrappasso nella zona di Montenero lo avevamo letto sul Tirreno e ci eravamo subito preoccupati, visto che abbiamo  esperienze in materia. Non che ci credessimo troppo, anzi,  ma a furia di simulare si pensava che qualche cosa ci fosse, da qualche parte. In qualche cassetto.

Dopo un pò, per fortuna, il presunto progetto simulato al pc è scomparso, come ci comunica oggi la stampa e , sembra, che non se ne faccia di nulla. Un progetto simulato annunciato e scomparso prima ancora di apparire. E via, aspettando le prossime simulazioni.

Ma non sarebbe meglio che l’amministrazione comunale, prima di inoltrare simulazioni a mezzo stampa, (senza nulla togliere a chi conquista gustose anticipazioni , visto che fa il suo mestiere, anche se ci aspetteremmo un minimo di scetticismo critico, ma ognuno la vede come vuole)  illustrasse in modo serio cosa accidenti sta facendo davvero? 

Certo, dopo il mitico squalo nell’acquario, che nuotava felice prima della campagna elettorale, dopo il progetto della Gran Guardia che doveva riaprire prima delle elezioni, dopo l’Odeon ad imminente apertura con viabilità annessa, il porto turistico con le barchette  già attraccate ( vi ricordate c’era anche un consorzio, quello non simulato ma vero ) e via simulando , potremmo fare un archivio entusiasmante.

Del resto la vita sarebbe troppo grigia altrimenti. La fantasia, e lo dico convinto, è una risorsa importante. E , sul presunto nuovo ospedale con viabilità al pc, visto che anche le notizie fatte trapelare parlano di finanziamenti lontani almeno un lustro, vi immaginate voi quanta fantasia ci vorrà?

Importante come la memoria,  anche per quella servono molto i pc e gli abbonamenti ai quotidiani, con archivi di facilissima consultazione.


VICINANZA ……( MA TRA INTERESSI PUBBLICI E PRIVATI )

febbraio 4, 2010

Leggo della vicinanza del gruppo PD in Provincia al Presidente Kutufà ( ma non era meglio concentrare la vicinanza al povero giovane scomparso ? ), che, visto che parlava a sproposito del PRG comunale degli anni 90 ( consultare gli articoli per favore )  in occasione della tragica morte  in una sua proprietà, ha avuto da me una ancora piccola, moderata , ma doverosa replica.

Se il PD della Provincia verrà ad assistere al Consiglio Comunale di lunedì, potrà trarre spunti di riflessione e frammenti di memoria sulla urbanistica cittadina, reltiva a momenti qualificanti in cui furono assunte scelte importanti tese al pubblico interesse e non certo a favorire chicchessia, chiunque egli fosse.

Memoria precisa e trasparenza degli atti, una esigenza da non eludere mai. 

La base di un buon governo.

Come , a proposito di questo stile, la vicenda basket ed i suoi inquietanti risvolti, da noi approfonditi e denunciati da mesi e per i quali attendiamo sempre le risposte  necessarie. 

Prima o poi, anche quelle, arriveranno, in un modo nell’altro.

Comunque lunedì mattina  sarà una occasione importante per mostrare “vicinanza”  alla corretta e disinterassata amministrazione cittadina, parlo del Comune di ieri ed anche di oggi, fino a prova contraria.

dal Tirreno del 2 febbraio 2010..

Kutufà: bloccati dal Prg
 
Il rudere è di proprietà della sua famiglia «Catalogato come verde, difficile intervenire»
 
 
 
 
 

 LIVORNO. «E’ per me un grande dispiacere la morte di questa persona, credetemi». Giorgio Kutufà ha appena saputo che nel fabbricato diroccato di proprietà della sua famiglia in via Mastacchi è morto un immigrato, probabilmente di stenti: adesso non è il presidente della Provincia e il navigatore di lungo corso della politica livornese ma solo un cittadino come tanti.
 Di quella proprietà lui ha una quota, il resto è suddiviso fra i vari rami della famiglia: era un rilevante appezzamento di terreno, in buona parte espropriato per costruirvi case popolari. Appartiene ai Kutufà, un casato di commercianti di origine greca, «da un secolo e mezzo»: nell’Ottocento lì c’erano solo campi ed era una zona dove far sostare gli animali sbarcati in porto.
 «Quel rudere è rimasto così – racconta il numero uno di Palazzo Granducale – perché l’ha intrappolato un errore cartografico, una svista nella redazione del Prg alla fine degli anni Novanta. E’ una storia al limite dell’assurdo: il fabbricato ricade per sbaglio nella zona classificata a verde pubblico come il prato adiacente, gli strumenti urbanistici prevedono perfino che sia trasformato in una strada. Risultato: impossibile qualsiasi ristrutturazione».
 Anzi, fonti della famiglia ricordano che questa previsione urbanistica è emersa solo al momento in cui la proprietà era stata messa in vendita e l’acquirente era andato in Comune ad informarsi cosa poteva farci: una compravendita saltata ma con strascichi giudiziari, pochi giorni fa l’ultima udienza della causa legale.
 Avvisaglie della presenza di senza fissa dimora in quel fabbricato cadente? C’era stata qualche segnalazione in passato, – viene riferito dall’entourage dei Kutufà – si era provveduto ad allontanare chi vi era stato trovato. «Non è la prima volta che nella nostra città un clochard viene trovato morto di freddo: dobbiamo fare qualcosa», dice il presidente della Provincia.
M.Z.