Sembra il titolo di un romanzo. In effetti le riflessioni di ludom sono da leggere, in merito al passaggio tra prima e seconda repubblica, ruolo dei partiti e via dicendo.
Ma leggendo le sue riflessioni sulla inettitudine , alla luce delle banalità quotidiane – a partire dalla battaglia sui parcheggi in Via Marradi, oppure le suggestive previsioni per le poltroncine aziendali di sottogoverno correntizio – mi sembra che esse siano una chiave di lettura plausibile, ma non sufficiente.
E sì, perchè inettitudine fino ad un certo punto, ma se vediamo questioni delicate ed importanti, prime fra tutte quelle connesse in qualche modo con la rendita e la sua valorizzazione, da Porta a Mare, alle Terme e potremmo fare una lista lunga assai, si intreccia una gestione personale del potere tuttaltro che occasionale ed inetta, con la evidente e straordinaria debolezza dei partiti ( del partito, a Livorno ).
Una miscela , quindi, devastante in una città quasi normalizzata e che ha sostituito al potere politico, quello di un ristretto gruppo, teso ad escludere ogni voce autonoma.
naturalmente ci sono eccezioni e parlo di politica e non di morale e correttezza, non è il mio ruolo. Ma il rischio che l’inettitudine nasconda convenienze è nei fatti. Anzi, più che rischio direi una certezza. Facendo salve le riflessioni di contesto generale. Se è così, la lettura delle vicende politiche degli ultimi anni, a Livorno, diventa una cosa assai meno astratta e poco riconducibile ad abituali categorie di valutazione . tra un parcheggio in Via Marradi e l’altro all’Odeon, giusto per fare colazione.
Pubblicato da Gianfranco Lamberti
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