Novembre 10, 2009
| dal TirrenoIl parcheggio fantasma di via Del Corona |
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| Realizzato quattro anni fa (120 posti auto a due passi dal centro) non è ancora agibile |
..L’infrastruttura, che l’impresa Bottoni consegnò come finita all’amministrazione comunale negli ultimi mesi del 2005…
..Tutto ciò non è però stato finora possibile, visto che il parcheggio – benché pronto e collaudato – è ancora chiuso.
I motivi?
Uno solo: la difficoltà nell’individuazione del percorso di accesso e di uscita. (!!!!!!)
ODEON /Via Del Corona
| Deve essere ancora affidata la gestione |
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| L’obiettivo del Comune: aprire il posteggio per le festività natalizie |
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| Lavori in forte ritardo all’ex Odeon: pronto soltanto tra un anno |
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LIVORNO. Non era riuscito a farlo aprire durante il suo primo mandato (la ditta costruttrice l’aveva consegnato all’amministrazione comunale alla fine del 2005), e allora Alessandro Cosimi l’aveva inserito tra gli obiettivi dei primi 100 giorni del mandato bis. Ma anche stavolta gli è andata male. Ora, però, l’amministrazione comunale intende riprovarci, con un preciso obiettivo: aprire prima delle festività natalizie il parcheggio di via Pio Alberto Del Corona, centoventi posti auto a pagamento (con tariffa oraria a rotazione) a due passi dal centro. Ma questa nuova scadenza sarà rispettata? Il Tirreno controllerà e poi riferirà ai suoi lettori.
Del resto la struttura è pronta da tempo, la segnaletica per l’accesso e l’uscita è quasi completata, quindi deve essere affidata solo la gestione e definir le tariffe per la sosta. Un mese può bastare… A proposito di parcheggi, non si può dimenticare il ritardo dell’ex Odeon: i lavori di costruzione veri e propri, affidati alla ditta Aretusa, sono cominciati da poco, e per il completamento dell’intervento bisognerà attendere almeno un altro anno. (!!!!!!!!!!!!!!!!!)
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Pubblicato da Gianfranco Lamberti
Novembre 10, 2009
Non c’è niente di peggio che raccontare una cosa per farne un’altra.
Per fare, in altre parole, quello che si vuole da tempo e poi, comunque, affermare che si è scelto la strada della condivisione massima e della partecipazione. Mi riferisco alla scelta ormai sancita da Cosimi e che campeggia nei titoli del Corriere dell’altro ieri, l’Ospedale si fa lì. Punto e basta, non fateci perdere tempo, magari si vedrà dopo come sistemare le strade e senza tante fisime sul paesaggio.
Niente di male, con il 51% i livornesi se lo sono scelto e questi sono i risultati. Certo un pò incoerente con le affermazioni del PD, verso Berlusconi che ha un pò più del 51 %, e che viene spesso richiamato ad un dialogo corretto con l’opposizione. Altrimenti siamo ai muri, chi comanda li costruisce e buona notte al secchio. Ma sono passati venti anni e ieri abbiamo ricordato la caduta del muro di Berlino. A Berlino, qui non ancora, magari lo faremo quando sarà disponible l’agenda.
Ottima la nota di Cannito, sul Tirreno, sul tema. Vedremo in Consiglio Comunale, sempre che non si ritenga sufficiente la consultazione via SMS attraverso il Tirreno, con comunicati stampa del Comune che spiegano le posizioni supine dei sindacati, quelli che sono d’accordo, quelli che non lo sono ( FIALS ) non sono ammessi ai comunicati. Ma non era caduto, quel muro?
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Pubblicato da Gianfranco Lamberti
Novembre 9, 2009
di Ghinoditacco..
A PROPOSITO DI TAPPETINI:
proviamo a soppesare i punti di riferimento oggi delle OO.SS., scartine in confronto dei MANETTI – BALDACCI -GRASSI; gente che dopo una gavetta in prima linea più o meno sulla propria pelle avevano maturato il rispetto primo per i lavoratori e per la difesa del lavoro nel proprio territorio.
oggi siamo di fronte a dei soggetti anonimi, sprovvisti di un minimo di retroterra culturale che a stento riconoscono una tombola da una scacchiera.
Una cosa invece conoscono partecipare alla tavola imbandita.
Il tessuto industriale livornese è stato per anni sorretto dalle capacità di elaborazione e spesso di interdizione politico-sindacale anche nei confronti del potere amministrativo locale.
L’agenda veniva dettata dalla partecipazione attiva dei lavoratori che pesavano fortemente tra le forze politiche e di conseguenza dei locali amministratori.
Oggi?
Da tempo i politici nostrali e non solo, hanno pensato ad un nuovo modello di sviluppo del nostro territorio (quando dico pensato è senzaltro un’eufemismo…TESTA PER L’INDUSTRIA..CROCE PER IL TURISMO..)ipotizzando futuri di QUALITA’ di INNOVAZIONI TECNOLOGICHE di TERRITORIO ECOSOSTENIBILE di aree più o meno vaste (a volte si a volte no come i fiumi carsici)con quale risultato??????????
Al posto di un’industria come la SPICA che ha raggiunto anche 2.200 occupati,(con un proprio know-out: ceramica ed endotermica) ci siamo ritrovati lo spezzatino senza riferimento ad un mercato reale e duraturo; il dopo CMF fatto di parcellizaziono di piccola impresa poco radicata al territorio; per ultimo ENI, fatta marcire senza creare ed elaborare reali alternative in capo energetico.
Per dirla come una cittadino che protestava per l’ospedale a montenero non solo preoccupato per quello, ma per tutto ciò che da tempo sta accadendo a livorno, e c’è da esserne preoccupati:”non si capisce cosa hanno in testa questi amministratori per il futuro del nostro territorio”.
Bene forse i “tappetini” non lo sanno pure loro quale sia il futuro…però intanto è quello che li viene chiesto: SIATE ALLINEATI..ALTRIMENTI!!!!!!!!!!!!
CI PROVASSERO A DIRLO AI MANETTI-BALDACCI-GRASSI…ci provassero…………
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Pubblicato da Gianfranco Lamberti
Novembre 8, 2009
Raccolgo qualche commento.
I confederali danno l’ok all’ ospedale per interposto ufficio stampa del comune, che evidentemente rappresenta pure loro. Mai visto, quanto a tappetini. Molto più grave questo che qualche cronista zelante. E, per evitare equivoci, non parlo delle paginate boomerang sul mitico 13 ( 23 ) di Cosimi, anzi quelle ci hanno consentito di capire molte cose e farle capire ai più disattenti. Con la politica che dà i numeri, numeri che ci hanno molto divertito. Io ho giocato un terno, che non dirò, a meno che non vinca un sacco di soldi.
Torno ai sindacati: Perfino quando vanno a palazzo Chigi, i confederali fanno la loro conferenza stampa a parte e per conto loro. Quando si dice il contesto, ma forse qui non si sono accorti che stiamo ricordando Gorbaciov e la caduta del muro. 2o anni fa.
Quanto alla intervista alla giovane assessora, spero proprio che riesca a far quanto si prefigge. Il problema non è certo lei,anzi sono convinto che sia una risorsa da valorizzare. Non è arrivata alla politica attraverso piccole logiche da correntine interne ad un partito.
Vedremo la coerenza nelle nomine che contano, quelle delle partecipate, annessi e connessi, capiremo quale logica si segue e soprattutto quali regole. La questione del Goldoni è gestita come la nomina dei cavalieri di re Artù. Eppure si erano fissate regole e procedure proprio in Consiglio Comunale, qualche settimana fà, tra una palazzina alle Terme e l’altra. Senza entrare nel merito di scelte su persone che stimo ed apprezzo.
Una cosa è certa, il Consiglio Comunale non è un tappetino che ratifica senza eccepire qualsiasi cosa. credo che siano in molti, in tutti gli schieramenti, ad averlo capito.
Nè possiamo tutti farci rappresentare tutti dai comunicati dell’ufficio stampa del Comune.
A venti anni da Gorbaciov. Ed anche molto lontani dalle logiche democristiane da prima Repubblica, almeno così dovrebbe essere. Vedremo presto a che punto siamo qui a Livorno, dopo i buoni propositi di Bersani.
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Pubblicato da Gianfranco Lamberti
Novembre 7, 2009
Quando affermammo, qualche mese prima delle elezioni, che il bacino doveva rimanere alle riparazioni , senza essere abbandonato e dismesso, e che i riparatori avevano diritto di lavorarci - all’Arena Astra ( basta leggersi la rassegna stampa ) - Cosimi e gli altri che erano sul palco, ebbero modo di chaiarirmi che ero fuori strada, addirittura che parlavo del nulla, visto che la ASL ( ! ) avrebbe impeditto una simile attività in quel luogo.
Roba da matti, lo dissi subito e naturalmente ci fu anche chi mi contestò tra gli spettatori fans, poichè dicevo cose diverse dal coro e dal direttore di orchestra.
Oggi assistiamo ad un nuovo atto. Le riparazioni si faranno, ci mancherebbe altro, magari vedremo come finirà la vicenda penale, ma chi mai ha messo in discussione che questo fosse. Bah. Tuttavia si mettono senza motivo i lavoratori gli uni contro gli altri, con due fronti che si contrappongono. Per fare le riparazioni, quelle che avrebbe vietato l’ASL, secondo Cosimi.
Ci vorrebbe un pò di coerenza e lavorare per risolveree i problemi, piuttosto che fare in modo che si metta qualcuno contro e qualcun altro a favore, in modo da avere meno problemi e continuare a raccontare storie
Questa vicenda dei bacino mi sembra una cosa molto, ma molto seria. A prescindere da Taormina e dai risvolti penali.
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Pubblicato da Gianfranco Lamberti
Novembre 6, 2009
| «Ha pensato solo al Corallo» |
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| Lamberti va alla guerra: quanta fretta per quelle palazzine |
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LIVORNO. «Cosimi ha fatto 13? Semmai rimarcherei il numero 23, che a Livorno come a Salerno non è proprio un bel numero…». Usa l’arma dell’ironia Gianfranco Lamberti (lista Confronto) per commentare i primi 100 giorni vissuti nell’inedita veste di consigliere d’opposizione. Poi però si fa serissimo: «Ventitré perché l’unico vero atto che il consiglio comunale è stato chiamato a votare in questi cento giorni non fa parte dei 22 punti dell’agenda di Cosimi: il sì alla possibilità di far costruire delle palazzine vicino all’ex-Corallo. E lo ha fatto con un’urgenza che ha meravigliato tutti».
Tutto questo, rimarca l’ex sindaco «quando colpevolmente la discussione sul nuovo piano regolatore è rimasta completamente al palo». Di più: con la delibera sulle Terme della Salute «si è posposto un interesse pubblico ad uno privato»: «sappiamo tutti – afferma Lamberti – che il recupero delle terme verrà dopo la costruzione delle palazzine».
C’è però un aspetto che ha fatto saltare ancor più sulla seggiola il consigliere di Confronto. «Ho letto che sono stati ridotti a tre i membri dei consigli di amministrazione delle partecipate. Falso. Si fa un gran sbandierare di razionalizzazioni, pulizie, snellimenti: ma ancora non si è visto niente». L’ex sindaco fa riferimento alla lunga situazione d’impasse per la nomina dei vertici della Fondazione Goldoni che ha «avuto un effetto devastante sulla cultura, settore chiave nella vita della città»: «qui – attacca – non solo non si è proceduto allo snellimento, ma nemmeno si è provveduto a nominare i vertici in tempo utile».
Legge 444/94 alla mano, Lamberti affonda: «Gli organi che decadono con la fine di un mandato – dice il consigliere – devono essere nominati, senza deroga, entro 45 giorni: qui siamo già oltre i 100. Una clamorosa inadempienza rispetto allo spirito e alla sostanza di una legge dello Stato».
Insomma, la questione delle partecipate per Lamberti è la cartina di tornasole di un’intera stagione politica cittadina: «La stagione del manuale Cencelli che detta i tempi della pubblica amministrazione».
Il vulnus è la politica-poltronificio «che blocca la città»: quella «cattiva politica – conclude Lamberti – fatta di spartizioni di poltrone nel governo allargato della città per dare risposte a correnti, correntine e correntuzze. E a rimetterci è l’efficienza e l’efficacia della pubblica amministrazione».
g.d.m. |
Il Tirreno
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Pubblicato da Gianfranco Lamberti